Colloqui di lavoro

Capire la busta paga

Capire le voci di una busta paga per riuscire a determinare il valore netto del proprio stipendio costituisce un’impresa ardua per tutti quei lavoratori che non risultano direttamente coinvolti in attività di amministrazione del personale o di contabilità aziendale.

Sempre più spesso nelle fasi finali di un colloquio di lavoro quando si arriva a discutere degli aspetti retributivi, i valori presi in considerazione si intendono normalmente lordi, vale a dire comprensivi di imposte e contributi che necessariamente devono essere sottratti per determinare l’importo che veramente interessa al lavoratore, ossia “il netto”.

La corretta identificazione di tale valore può, infatti, evitare spiacevoli incomprensioni sul compenso pattuito e mettere il lavoratore nella condizione di capire in termini reali il valore della proposta retributiva ricevuta.

Si ritiene pertanto utile di seguito esporre alcune regole generali che, se correttamente applicate, permettono di determinare il proprio stipendio netto partendo dal relativo valore lordo. Per semplicità di esposizione, senza addentrarci troppo nei dettagli di calcoli, spesso complicati anche per gli addetti ai lavori, ci limitiamo a mettere in evidenza alcuni passaggi essenziali facilmente eseguibili anche per chi non ha dimestichezza con la materia.

  1. Dal valore lordo mensile, spesso identificato nelle buste paga come “imponibile previdenziale”, in prima battuta devono essere detratti i contributi previdenziali e assistenziali destinati all’INPS (utili per la futura pensione e per la copertura retributiva in particolari situazioni quali malattia, maternità, CIG, ecc.). Se il lavoratore è iscritto ad un Fondo Pensione, i relativi contributi a suo carico devono essere anch’essi sottratti.
  2. Il risultato così ottenuto, definito “imponibile fiscale” rappresenta l’importo su cui viene calcolata l’IRPEF (imposta sul reddito per le persone fisiche) che rappresenta la vera e propria tassazione della busta paga. Come è noto l’IRPEF è un’imposta progressiva che si ottiene applicando le aliquote in vigore (modificate dal 1° Gennaio 2007) a determinati scaglioni di reddito. L’applicazione di tali aliquote all’imponibile fiscale determina l’imposta lorda, alla quale dovranno essere sottratte eventuali detrazioni spettanti al lavoratore per carichi familiari o per posizione reddituale. La detrazione costituisce, infatti, una sorta di sconto sull’imposta dovuta.
  3. Dovranno essere calcolate infine le cosiddette “addizionali regionali e comunali” che non sono altro che ritenute fiscali destinate appunto a Regioni e Comuni e da loro determinate nell’ammontare (comunque entro determinati limiti fissati dalla Legge Finanziaria).
  4. Sottraendo dall’imponibile fiscale l’imposta netta (imposta lorda meno detrazioni) e le “addizionali regionali e comunali”, si ottiene lo stipendio netto normalmente indicato in basso a destra, dove immediatamente cade l’occhio del lavoratore al momento dell’apertura della busta paga.
  5. Qualora il lavoratore abbia diritto, in virtù della composizione della famiglia e del livello di reddito percepito, all’assegno per il nucleo familiare, tale importo non essendo soggetto a tassazione si aggiungerà direttamente al valore netto sopra definito. Si ricorda che l’assegno è materialmente corrisposto dal datore di lavoro per conto dell’INPS.

Per capire meglio le suddette operazioni si riporta un esempio numerico. Consideriamo un lavoratore dipendente di un industria privata con più di 50 dipendenti, con due figli a carico al 50%, che percepisce uno stipendio lordo mensile di 2000 € per 13 mensilità, non iscritto a un Fondo Pensione e senza diritto all’assegno per il nucleo familiare.

(Per semplicità di esposizione non viene spiegato il complesso meccanismo di calcolo delle detrazioni fiscali derivante dall’applicazione di particolari formule matematiche, ma vengono evidenziati solamente i relativi importi. Si riportano inoltre per comodità di calcolo, le aliquote IRPEF attualmente in vigore con i relativi scaglioni di reddito).


IRPEF

Scaglioni di reddito mensili aliquote
fino a 1250 23%
da 1250 a 2333,33 27%
da 2333,33 a 4583,33 38%
da 4583,33 a 6250 41%
oltre 6250 43%

Scaglioni di reddito annuali aliquote
fino a 15000 23%
da 15000 a 28000 27%
da 28000 a 55000 38%
da 55000 a 75000 41%
oltre 75000 43%



Esempio numerico:

Si consideri che le trattenute effettuate ogni mese dal datore di lavoro costituiscono comunque un prelievo a titolo provvisorio che saranno soggette a conguaglio alla fine dell’anno, quando sarà perfettamente noto il reddito percepito dal lavoratore (anche per effetto delle mensilità aggiuntive e delle variazioni retributive avvenute in corso d’anno). Pertanto per avere ben chiaro a quanto ammontano con precisione le trattenute subite in busta paga, sarà necessario applicare le regole di calcolo sopra riportate alla retribuzione lorda annua.

Marco Rossi

Invia Curriculum Vitae

Password
Lasciatemi registrato
Non sei ancora iscritto? Registrati
 

Annunci di lavoro

Ogni giorno puoi cercare fra migliaia di nuove offerte di lavoro
Tiscali cerca responsabili vendite e commerciali

Tiscali cerca responsabili vendite e commerciali
I candidati selezionati verranno assunti con contratto a tempo indeterminato

Concorsi in evidenzaConcorsi in evidenza
Sfoglia l'elenco dei concorsi in evidenza e trova la tua opportunità per fare carriera

Il portale Tiscali per cellulare

Tiscali Mobi

Il portale Tiscali per cellulare
A tua disposizione per leggere e inviare mail, fare ricerche, consultare le notizie e tanto altro!

Copyright 2009 Tiscali Italia S.p.A. P.IVA 02508100928